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Educazione di emergenza
Ci sono tre linguaggi: il linguaggio della testa, il linguaggio del cuore, il linguaggio delle mani. L’educazione deve muoversi su queste tre strade. Insegnare a pensare, aiutare a sentire bene e accompagnare nel fare, cioè che i tre linguaggi siano in armonia; che il bambino, il ragazzo pensi quello che sente e che fa, senta quello che pensa e che fa, e faccia quello che pensa e sente.
Gli ultimi saranno i primi
Gesù porta ad esempio il gesto della vedova perché ama gli umili e i semplici. Ama chi, pur rimanendo nell’anonimato, è capace di compiere piccoli gesti, ma che lasciano nel cuore di Dio e degli uomini impronte indelebili. Che sia questo il male della vita moderna: l’incapacità di tutti, anche della Chiesa, di lasciare impronte in questo mondo malato e superficiale?
Bambini in fuga verso l’Europa
Convegno nazionale Mieac, Fidenza 30 aprile-3 maggio 2015
«Ospiti di riGuardo. Coltivare l’umano capace di futuro» PROGRAMMA CONVEGNO Saluto di Mons. Mazza, vescovo di Fidenza – 1 aprile 2015 Omelia di Mons. Mazza, 3 maggio 2015 MATERIALI Chiaroscuro. Inquadrature e sequenze dagli scenari d’oggi. Narrazioni multimediali per un discernimento cooperativo (prof. Elio Girlanda) Ri-guardiamo il mondo “a rischio” degli adolescenti. … Convegno nazionale Mieac, Fidenza 30 aprile-3 maggio 2015

